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I TALIANI


        Testo di Antonio Resta


Questa è la canzone della terra mia


Della gente mia della fantasia


Spaghetti peperoni mafia maccheroni


Cà pummarola n’coppa il sole che ti scotta


Elezioni collusioni petizioni processioni


Mettici la toppa l’ Italia è in bancarotta


Il conclave sottochiave e mormorava il Piave


Ed il politicante insolente e sorridente


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Questa è la canzone della terra mia


Di una malattia Made in Italìa


Deculturalizzata depe-penalizzata


La pace la guerra la zappa e la terra


L’ Italia dei ciclisti l’ Italia dei fascisti


L’Italia liberata e giornalisti e giornalai


Studenti ed operai


La testa in Occidente il culo in Medioriente


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Questa è la canzone della terra mia


Di una malattia Made in Italìa


La busta sottobanco l’offerta per il santo


Al turtelìn al panetùn la dentiera al turùn


Accattoni fancazzisti cartomanti e pifferai


Moralisti perbenisti trafficanti ed usurai


Stilisti e bottegai


Ed il politicante sempre più arrogante


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Questa è la canzone della terra mia


Della gente mia della sua amnesia


E chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto


Scordano il passato già dopo un minuto


Briganti compari le bombe e gli spari


I gendarmi col pennacchio il naso di Pinocchio


Il conclave sottochiave e mormorava il Piave


Ed il politicante insolente e sorridente


Italiani italiani...


Taliani brava gente...


Italiani italiani...


Taliani brava gente...







NO SOY BORRACHO

Testo di Antonio Resta


Hoy messicana


Nina bonita


Abra la ventana


Pasa la revolucìon


Cerveza coco y tequila


La vida es una ventura


La tierra al pueblo


Yo quiero ver


La dictatura hermano


Tienes la espinas amigo


Y una cadena


En mi corazon


No soy borracho


Solo soy sincero


Soy guerrillero


De la revolucìon


No soy borracho


Soy un hombre sincero


Soy guerrillero


De la revolucìon


LA RUOTA

Testo di Antonio Resta


Dicono che la vita dicono che è una ruota


Che a volte gira a fatica come una bici in salita


A volte corre spedita come uno scatto in volata


Una discesa impazzita sopra una bici sfrenata


Dicono che non è un gioco dicono a volte basta poco


Un uscita di carreggiata una curva sbagliata


Dicono che è una catena dicono a volte vale la pena


Di sicuro a volte è strana gira a vuoto e non ingrana


E gira gira gira


Gira la ruota gira ancora


Gira gira gira


E nuantar a dre (noi dietro)  fino a che...


Può scendere o salire aggregarsi o allungare


Girare all’impazzata nel fango impantanata


Dicono sia rotolante dicono a volte basta un niente


Trovarsi improvvisamente in contromano un deficente


E gira gira gira


Gira la ruota gira ancora


Gira gira gira


Toti i de (tutti i giorni) fino a che...


Dicono che può slittare può fermarsi o ripartire


Girare a passo lento o spingere contro il vento


Dicono che la vita dicono che è una ruota


Che a volte gira a fatica a volte è sabbia fra le dita


E gira gira gira


Gira la ruota gira ancora


Gira gira gira


E nuantar a dre (noi dietro)  fino a che...


E gira gira gira


Gira la ruota gira ancora


Gira gira gira


Toti i de (tutti i giorni) fino a che...










     

IL VILLANO

Testo di Antonio Resta


Son villano son villano... e villan resto

Son villano son villano... anche se da signor me vesto

E sono nato dentro la fanga

In mezzo alla merda

Come una ponga sopra una vanga

E son cresciuto in groppa a una mula

Sotto la scala a contarmi la fòla

Tra mosche e tafani afa e liquami

Ragni e toponi porco boia na pùsa da cani

Tra mosche e tafani afa e liquami

Ragni e toponi porco boia na pùsa da cani

E qui vi dico e non è poco

L’importante è stare al gioco

E quando il peto è avvezzo al culo

Non lo puoi tenere cheto

E chi piscia e fa la spia non è fiòl de la Maria

E chi baca tabaca e mòna non è fiòl de la madòna

E Son villano son villano... e villan resto

Son villano son villano... anche se da signor me vesto

E scoreggioni piedi puzzoni i miei amici tutti busoni

E pane e pidocchi con i ranocchi e con i finocchi

La mama l’ha fatto i gnocchi

E sotto la lana una topina giù le mutande su la sottana

E baldracconi sotto i piloni vacca boia fuori i tettoni

E qui vi dico e non è poco

L’importante è stare al gioco

E quando il peto è avvezzo al culo

Non lo puoi tenere cheto

E chi piscia e fa la spia non è fiòl de la Maria

E chi baca tabaca e mòna non è fiòl de la madòna

E Son villano son villano... e villan resto

Son villano son villano... anche se da signor me vesto





JESSE IL BANDITO

Testo di Antonio Resta


Jesse è un fuorilegge

Un diavolo con la pistola

Una leggenda giù nel vecchio West

Assaltava banche ponti e diligenze

E scorribande sulla ferrovia

Rubava l’oro ai aiutava i poveri

Aveva mano cuore ed un cervello

Nessun sceriffo mai sarebbe riuscito

A prender vivo Jesse il bandito

Jesse aveva moglie e tre bambini coraggiosi

Che piansero per lui è stato Robert Ford

Appena dopo cena con un colpo alla schiena

Era sabato sera e la luna risplendeva

Derubò il treno per Glenville

La gente disse che erano stati loro

Jesse e la sua banda di Quantrill

Dal Texas al Missuri Wanted ricercato

Yankee e nordisti han beffato

Nessun sceriffo mai sarebbe riuscito

A prender vivo Jesse il bandito

Jesse aveva moglie e tre bambini coraggiosi

Che piansero per lui è stato Robert Ford

Appena dopo cena con un colpo alla schiena

La gente corse in strada e trattenne il respiro

Ma la notizia arrivò hanno ucciso Jesse

L’hanno tradito e alle spalle gli hanno sparato

Dissero che è stato uno della banda

A mettere Jesse nella tomba è stato Mr Ford

Quel piccolo codardo per qualche dollaro in più

Jesse aveva moglie e tre bambini coraggiosi

Che piansero per lui è stato Robert Ford

Appena dopo cena con un colpo alla schiena






    DIETRO IL PORTONE                                                                          DIETRO IL PORTONE ( traduzione dal dialetto mantovano)


    Testo di Antonio Resta                                                                                                                citazione: “ Se questo è un uomo” di Primo Levi


Quan‘ ho vèst in fond a cal mòr là                                                                Quando ho visto in fondo a quel muro là

Li barachi el reticulà                                                                                    Le baracche e il reticolato

E al frèt cà sgàgna cùme n’can                                                                     E il freddo che morde come un cane dentro nelle ossa e nelle mani

Dentar in d’jos dentar in d’ li man                                                                 C’era gente che veniva da lontano parlava un’altra lingua parlava piano

Ghera gent cà gneva da luntan                                                                     Ci hanno preso  scarpe e valige l’oro e l’argento e i documenti

Parlava un‘ altra lingua parlavan pian                                                            E la notte in mezzo al pantano spara avista la ronda con i cani

I sà tolt scarpi e valìs l’or e l’argent e i document                                            E ammucchiati come bestiame c’è chi trema e chi muore di fame

E la not in mèsa al pantan                                                                            Non c’era niente in torno al campo e la neve cadeva piano

Spara avista la ronda cui can                                                                        Vestiti solo con due stracci e con un numero sopra il braccio

E mucià come bestiam ghè chi trema e chi mòr at fam                                    E se questo è un uomo uno fra centomila

Ghera gnint inturan al camp e la nev la cascava pian                                       Non ricordo chi sono non ricordo il mio nome               

Vestì sul con dù stràs con an numar in sema al bràs                                        Nel campo dietro il portone

E se questo è un uomo uno fra centomila                                                       Quando l’inverno è diventato l’estate                                      

Non ricordo chi sono non ricordo il mio nome                                                  Quasi due anni sono ormai passati                                                

Nel campo dietro il portone                                                                           E il treno continua ad arrivare pieno di gente che ancora non sa

Qund’ l’inveran l’è d’ventà l’istà                                                                      E i prigionieri come me quelli che sono arrivati non sono mai tornati

Quas dù àn è ormai pasà                                                                               E il vento continua a soffiare porta la polvere dai reticolati

El treno continua a rivà                                                                                  E se questo è un uomo uno fra centomila

Pien at gent che ancor l’han sà                                                                       Non ricordo chi sono non ricordo il mio nome

E i presuner compagn’ a me                                                                           Nel campo dietro il portone

Quei chè rivà jè mai torna in dre

E al vent continua a sufià  porta la polvar dai reticulà

                         

IO SON IO

Testo di Antonio Resta


Sono un ministro dello stato

Parlamentare avvocato

E lei mi dia del lei... perbacco

La laurea l’ho comprata da un’amico giù a Licata

E voi popolo di buoi...

Ho sei ville e una collina un jet con la piscina e un palazzo

Sto con la gente giusta sto con le mani in pasta e sghignazzo

Perchè io son io e voi non siete un cazzo

Sono nato candidato sei partiti ho già fondato

E lei si vergogni lei

Giù al paese sono un boss viaggio solo in prima class

E poi mi faccio i cazzi miei

Ho tre mogli sulla schiena una escort brasiliana con il mazzo

Ho un villaggio alle Cayman vado e vengo nel week end e mi sollazzo

Perchè io son io e voi non siete un cazzo

Sono un ministro dello stato

Parlamentare avvocato

E lei mi dia del lei... perbacco

L’anima l’ho venduta vivo a champagne e coca

E voi popolo di buoi...

Ho un castello a Saint Tropez mi intrattengo nel privè e sghignazzo

Sto con la gente giusta sto con le mani in pasta e intrallazzo

Perchè io son io e voi non siete un cazzo

CAMILLO E PEPPONE


Testo di Antonio Resta


Un paese nel mezzo della grande pianura


Fra i pioppi e il fiume fra i tetti la luna


C’è una piazza una storia una strada un cartello


E l’argine grande protegge Brescello


Nemici per sempre amici per sempre


Un prete spretato vicino alla gente


Un sindaco puro maldestro e bisonte


La sezione il partito la chiesa il sagrato


E un cristo parlante umile e paziente


Camillo e Peppone Il baffo e il piedone


Si prendono a pugni all’osteria si maledicono lungo la via


Si prendono a calci in sagrestia si maledicono comunque sia


Si cercano se non si trovano si aspettano se non si vedono


Il compagno Peppone sulla piazza comunale


Con il petto in fuori fa un comizio elettorale


C’è Camillo che ascolta in cima al campanile


Disturba l’assemblea e imbraccia il suo fucile


Nemici da sempre amici per sempre


Uno chiede eucarestia l’altro la rivoluzione


La casa del popolo con la benedizione


Uno parte l’altro resta e già le nostalgie


Ma in pubblico si sa niente pianti e smancerie


Camillo e Peppone il baffo e il piedone


Si prendono a pugni all’osteria si maledicono lungo la via


Si prendono a calci in sagrestia si maledicono comunque sia


Si cercano se non si trovano si aspettano se non si vedono


Monsignore ma non troppo onorevole distratto


Il gioco si fa duro quando il topo insegue il gatto


Fanno a gara in bicicletta a briscola e in lambretta


E sempre qui vivrà la loro eterna lotta


Si prendono a pugni all’osteria si maledicono lungo la via


Si prendono a calci in sagrestia si maledicono comunque sia


Si cercano se non si trovano si aspettano se non si vedono












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HOMBRES


Testo di Antonio Resta



Uomini grigi


Che temono il progresso muovono i fili dell’umanità


L’avidità che ci comanda è un male passeggero che passerà


Uomini che sfruttano senza pietà calpestano e disprezzano la dignità


Dicono quello che devi fare come devi vivere quel che devi dire


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo


Un branco di lupi


Ha preso il potere  fra l’ignoranza e la mediocrità


Mentono e a guardare tu resti


Alzati non girare la testa a uomini che vogliono tutto per se


Potere e denaro impunità


Prendono tutto quel che gli pare senza vergogna


Senza domandare 


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo


Hombres solo son hombres


Solo tienen el deseo del poder


Que ira sin saber el plan


Que non busca la verdad


Sin a volver a comer


Tu derechos tu sentido


Tu mentiras y tu sogno


La vita è una sola ed è di tua proprietà


Scegli tu la via scegli dove va


Di credere decidere hai la possibilità


Di scegliere i tuoi sogni la facoltà


Vivi la tua vita vivila come tu vuoi


Usa la tua testa il cuore che hai


Non credere non cedere hai la possibilità


Do scegliere i tuoi sogni la facoltà


Tutto pianificato


Tutto privatizzato


Tutto mercificato


Acqua sorgente a buon mercato


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo


Uomini macchina con macchine al posto del cervello


Stattene buono e tranquillo è tutto sotto controllo







FIOCCO DI NEVE

Testo di Antonio Resta


Il cielo si fa scuro l’inverno arriverà

Il grano è già al sicuro e il fiume si sveglierà

Quando l’erba e il rosmarino di bianco si coprirà

Tu verrai con la neve e i guanti di lana e il cappotto viola

E’ quasi Natale ti aspetto qui

Quando il fumo del camino da lontano si vedrà

Quando fuori un cielo alpino la notte schiarirà

E la brina del mattino sui rami brillerà

Tu verrai con la neve e i guanti di lana e il cappotto viola

E’ quasi Natale ti aspetto qui

Quando l’aria del mattino il cuore stringerà

Ti guarderò dormire e scalderò il caffè

Mentre il mondo chiuso fuori si sveglierà con te

Tu verrai con la neve e i guanti di lana e il cappotto viola

E’ quasi Natale ti aspetto qui




PEACE AND FREEDOM

Testo di Antonio Resta


Peace and freedom

Peace and freedom

For people of the world

I’m dreaming

I’m dreaming

Another world with you

‘Cause tomorrow

All the children

Can live together

Hand in hand

‘Cause the future

Gives us the hope

About a world

Without war


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