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ONOREVOLESHOW


        Testo di Antonio Resta


Sim         

Si aggiusti il colletto


      Re

      Si guardi allo specchio


La                              Sim

Lo show sta per cominciare


Sim

Abbiamo la diretta


       Re

      Il pubblico l’aspetta


La                                Sim

Avanti non si faccia pregare


Sim

Chieda un primo piano


Re                     

E faccia un bel sorriso


La                                      Sim

L’applauso è dentro nel contratto


Sim

Si collochi al centro


Re                              La

Si metta composto e via


Sim

Collegamento!!!


Sim              Sol  

O no re vo le


La

tralasci la domanda


Sol

Ci legga la risposta


Sim              Sol

O no re vo le


La                Sim

OnorevoleShow



Ripete


Faccia una battuta


Duecento promesse

     

Lo share sta per decollare


Ci dica chi siamo


Sondaggi alla mano


Dica lei come viviamo


Ci dia la sua parola


La sua benedizione


Un libro in nuova promozione


Si collochi al centro


Si metta composto e via       

       

      Collegamento


Onorevole  tralasci la domanda


Ci legga la risposta Onorevole


OnorevoleShow!


Si aggiusti il colletto


Si guardi allo specchio


Lo show !  deve continuare


Di nuovo in diretta


stia pronta la stampa


ancora un intervento


Faccia una smentita


Una dichiarazione


Lei non c’entra con la corruzione


Si collochi al centro


Si metta composto e via


Collegamento


Onorevole, tralasci la domanda

 

Ci legga la risposta Onorevole


OnorevoleShow 


Onorevole la faccia finita

      

con questa scenata, Onorevole

         

      Onorevoleshow


TIRA A CAMPA’


        Testo di Antonio Resta


C’è chi ha preso e se n’ è andato e non ritornerà

                                         

Chi ha perso il lavoro e al’ nan sà come fa

(non sa come fare)

                                                 

C’è chi ha scarsa memoria, chi è stà anca partigian

                                                     (chi è stato partigiano)

                                                  

Sul che adès la storia i l’ha magnada i can

(solo che adesso la storia l’hanno mangiata i cani)

                                                       

E chi ha vuotato il sacco e chi non parlerà

                                                   

Chi è stato lasciato e l’è ancor drè sigà

                               (sta ancora piangendo)

                                                                                  

E chi è cresciuto a pane e libertà

                                             

E poi l’hanno rinchiuso per l’eternità…

                                               

E chi ha mangiato e chi non mangerà

                                                

Per colpa di qualcuno senza pietà

                                                   

E chi è nato nel ’20 e chi nel ‘46

                                           

Con àn per da scarpi in tri fradèi


(con un paio di scarpe in tre fratelli)

                                              

E chi ti ha riso in faccia, ormai non ride più

                                                                                

Chi ha mollato tutto ed è scappato in Perù

                                               

C’è chi ha speso tutto, chi si è imboscato il grano

                                                                               

Chi mette la divisa per sentirsi uomo


E chi è cresciuto a pane e libertà

                                                                                       

E poi l’hanno rinchiuso per sovversività

                                                            

E chi ha mangiato e chi non mangerà

                                                            

Per colpa di qualcuno senza pietà!


E allora guarda qua!!C’è chi viene e chi va!


Chi ha mangiato tutto anche l’altra metà


      E ancora chi ci sta e chi non ci sta! E chi non ci sta


      Chi naviga nell’oro e chi tira a campà ( tira a campare)


C’è chi ha vissuto a lungo e fretta ancor non ha

                                                                                                

Chi è morto a vent’anni, vestì da suldà  (vestito da soldato)

                                                              

E chi si è convertito e chi non cambierà                                                                                                               


Chi ha perso il controllo, chi la dignità


Chi ha perso la strada, chi si è bevuto il bar

                                                    

Chi canta la storia par mia dismengà (per non dimenticare)

                                                                                               

E chi è cresciuto a pane e libertà


E poi l’hanno rinchiuso per sovversività

                                                                                                  

E chi ha mangiato e chi non mangerà


Per colpa di qualcuno senza pietà!


E allora guarda qua!!C’è chi viene e chi va!


Chi ha mangiato tutto anche l’altra metà!


      E ancora chi ci sta e chi non ci sta! E chi non ci sta!


      Chi naviga nell’oro e chi tira a campà ( tira a campare)

KEBAB

Testo di Antonio Resta


     Fa#m                  Mi

Kebab coca cola, la voiture de police       

            Fa#m                          Mi

La mia casa è un cartone in Boulevard Paris

      Fa#m                  Mi

Da solo sul molo… Europa, Africa      

      Fa#m                   Mi

Da solo vivo e muoio in clandestinità      

       Fa#m                   Mi

Kebab coca cola, le telephone publique  

      Fa#m                  Mi

Murales, rotaie periferie del nord      

       Fa#m                 Mi

Da solo nel buio… Europa, Africa      

        Fa#m                   Mi

Da solo vivo e muoio in clandestinità  

     La              Mi          Fa#m

E sono ancora vivo come sai              

    La              Mi           Fa#m

ma da anni non so più niente di lei  

    La              Mi           Fa#m

E sono ancora vivo come sai              

  La               Mi                Fa#m

Ma da anni non so più niente di voi


Ripete


Tangeri, Cadiz  Marsiglia Toulose

Lavavetri, mendicanti nell’ Europa dei giganti

Banche, bistrot, luci e metrò

Lavavetri, solitari nell’Europa degli imperi

…E sono ancora vivo come sai

ma da anni non so più niente di lei

Kebab coca cola, la voiture de police

Cessi rotti, panni sporchi, palazzi e città

Da solo sul molo… Europa, Africa

Da solo vivo e muoio in clandestinità

E sono ancora vivo come sai

Ma da anni non so più niente di lei

E sono ancora vivo come sai

Ma da anni non so più niente di voi

Tangeri, Cadiz, Marsiglia, Toulose

Lavavetri, mendicanti nell’Europa dei giganti

Banche, bistrot, luci e metrò

Lavavetri, solitari nell’Europa degli imperi

E sono ancora vivo come sai

ma da anni non so più niente di lei


E sono ancora vivo come sai

Ma da anni non so più niente di voi


CAMMINA CAMMINA

Testo di Antonio Resta


Cammina la terra dentro la sua storia  

Cammina la ruga sopra la foglia    

Cammina costante lungo i tuoi sentieri  

Fermati stanco, riposa i tuoi piedi    

Passa la palla oltre la barriera

tira più forte, provaci ancora 

Cammina, cammina

Vèrzi i och‘  (apri gli occhi)  

Conta i tuoi passi, diffida di spèch (diffida degli specchi)

Cammina cammina cui tò strass adòs (con i tuoi stracci addosso)

Furbi e arroganti jè quei vestì at nòv (sono quelli col vestito nuovo)                 

Camminano le nuvole cariche di pioggia  

Cammina la formica sopra la sabbia    

Cammina costante col tuo passo lento

Cammina il pensiero portato dal vento   

Gira la giostra, tira su la testa

Taglia la mano che tiene la frusta

Cammina, cammina vèrzi i och’  (apri gli occhi)

Conta i tuoi passi, diffida di spèch (diffida degli specchi)

Cammina cammina cui tò strass adòs (con i tuoi stracci addosso)

Ricorda la storia di nostra vèch’ (dei nostri vecchi) 

Camminano i camion lungo l’autostrada       

Camminano gli anni cambiando ogni cosa

Passo dopo passo cambia l’età    

Il tempo prende il tempo da

Passa la palla oltre la barriera

tira più forte, provaci ancora

Cammina, cammina vèrzi i och‘  (apri gli occhi)

Conta i tuoi passi, diffida di spèch (diffida degli specchi)

Cammina cammina cui tò strass adòs (con i tuoi stracci addosso)

Furbi e arroganti jè quei vestì at nòv (sono quelli col vestito nuovo)           

Cammina, cammina vèrzi i och’  (apri gli occhi)

Conta i tuoi passi, diffida di spèch (diffida degli specchi)  

Cammina cammina cui tò strass adòs (con i tuoi stracci addosso) 

Ricorda la storia di nostrar vèch’  (dei nostri vecchi)           

NUNCA MAIS

Testo di Antonio Resta


Nasce lassù dalle coste galiziane

Sulle spiagge coperte di catrame

Dagli occhi accecati di lacrime nere

Dai cuori di vecchi pescatori

Nasce un grido di rabbia e disperazione

La protesta contro l’umiliazione

Nunca mais un grido per non dimenticare

Nunca mais per non dimenticare

Nei fianchi robusti e possenti delle donne

Nelle braccia di uomini più stanchi

Nei vicoli bui di Finisterre

Sui banchi di souvenir

Nasce un grido di rabbia e disperazione

La protesta contro le petroliere

Nunca mais un grido per non dimenticare

Nunca mais per non dimenticare

E ancora i potenti della terra rideranno

E cento anni di promesse ed inganni

Di antiche rotte e frutti di mare

soffocati da quelle macchie nere

ma c’è un grido di massa e liberazione

la risposta a mille petroliere

Nunca mais un grido per non dimenticare

Nunca mais per non dimenticare

Nunca mais nunca mais gridano lassù

Nunca mais nunca mais mai più

BANDABIDUN

Testo di Antonio Resta


Hanno gli occhi neri e al collo un talismano

Hanno lunga storia e vengon da lontano

Portano sorrisi ed allegria

Per pochi denari una fotografia

Vestono di stracci e frugan le immondizie

Sono i vecchi Rom della bassa Provenza

Fuggono da noia e ipocrisia

Dai manganelli della polizia

Suonano violini e fisarmoniche

Cantano ogni sera Vive la libertè

I gà la facia spurca e i dorum in si carton

(hanno la faccia sporca e dormono sui cartoni)

Quelli della banda la Bandabidun (banda bidone)

Cantano di amori perduti in gioventù

Alzano i pugni contro le schiavitù

Cantano soltanto se vorrai

Altrimenti Salùt, Ourevoire, Bye Bye

Ai tavoli dei bar tra cocktail e turisti

Si aggiran come gatti senza pregiudizi

Cantano soltanto se vorrai

Altrimenti Salùt, Ourevoire, Bye Bye

Suonano violini e fisarmoniche

Cantano ogni sera per le vie di Arles

I gà la facia spurca e i dorum a la stasiùn

(hanno la faccia sporca e dormono sui cartoni)

Quelli della banda la Bandabidun  (banda bidone)

    BARACA E BURATIN


    Testo di Antonio Resta


E’ arrivato nel buio di notte                                         

Con le scarpe tutte rotte

E ’arrivato e porta fortuna                              

L’uomo che parla alla luna

Sul carro porta giochi

Farfalle e pentolini

E’ arrivato da molto lontano

Il re dei bambini

Porta una lunga barba nera

E una camicia di seta pura

Porta un’anello appeso all’orecchio

Che brilla come uno specchio

         Porta  Fasulìn

         (porta fagiolino)

         Porta Sandrun cal perd i braghin

(porta Sandrone che perde i calzoncini)

E pècia la testa in sal taulin..

(e picchia la testa sul tavolino)

L’è la festa dal paes,

(è la festa del paese)

La festa di putìn

(la festa dei bambini)

Signori è qui per Voi

Baraca e Buratin

(Baracca e Burattini)

Dagli pane, dagli vino

Metti un soldo nel piattino

E quando un giorno ripasserà

Di nuovo si fermerà

Gira la roda in sema la strada

(gira la ruota sulla la strada)

Che da sempre è la sua casa

Gira e rigira col teatrino

In ogni piazza in ogni giardino

Porta un cane, porta un gatto

E una stella sopra il petto

Porta una scimmia che suona il piano

Facendo un gran baccano

Porta  Fasulìn 

         (porta fagiolino)

Porta Sandrun cal perd i braghin           

         (porta Sandrone che perde i calzoncini) 

         E pécia la testa in sal taulin

         (e picchia la testa sul tavolino)

L’è la festa dal paes

(è la festa del paese)

La festa di putin

(la festa dei bambini)

Signori qui per Voi

Baraca e Buratin

   (Baracca e Burattini)

          

           E’ arrivato nel buio di notte                                         

Con le scarpe tutte rotte

E ’arrivato e porta fortuna                              

L’uomo che parla alla luna

Sul carro porta giochi

Farfalle e pentolini

E’ arrivato da molto lontano

Il re dei bambini

Porta una lunga barba nera

E una camicia di seta pura

Porta un’anello appeso all’orecchio

Che brilla come uno specchio

         Porta  Fasulìn

         (porta fagiolino)

         Porta Sandrun cal perd i braghin

(porta Sandrone che perde i calzoncini)

e pecia la testa in sal taulin..

(e picchia la testa sul tavolino)

L’è la festa dal paes,

(è la festa del paese)

la festa di putin

(la festa dei bambini)

Signori è qui per Voi

Baraca e Buratin

(Baracca e Burattini)

L’ARISTOCRATICA


Testo di Antonio Resta


Nel Gran conflitto del  15-18


Da quel balcone


Qualcuno ha detto


Figli del re, popolo italiano

Dateci i figli e vi daremo il grano

Vincere, vincere vinceremo!

E al vostro ritorno la terra vi daremo

E cume al solit is’la mes in dal cul

(e come al solito ce l’hanno messo in culo )

Perchè la terra i l’ha data a nisun

(perché la terra non l’hanno data a nessuno)

E ghè chi ha pers anca tri fioi

(e c’è chi ha perso anche tre figlioli)

Par ricumpensa i gà dat gnanca i fasoi

(per ricompensa non gli hanno dato neanche i fagioli)

Scherzi da prete, da cani e da re

E coi fascisti siamo al ’43:

"Italiani, camerati, fasci di partito...

Chi vi parla è il duce benito...

Vincere, vincere vinceremo!

E al vostro ritorno lo stato vi daremo


E cume al solit is’la mes in dal cùl

(e come al solito ce l’hanno messo in culo)

Perchè dalla guerra è turna indrè nisùn

(perché la terra l’hanno data a nessuno)

E quei càg leva cavada a dismengà

(e quelli che ce l’avevano fatta a dimenticare )

Ades is cata i fascisti ancora in cà

(adesso si trova i fascisti ancora in casa)

Che cume al solit is’la mes in dal cùl

(e come al solito ce l’hanno messo in culo)

Con le promesse d’an lavor sicùr

(con le promesse di un lavoro sicuro)

Ma prima o poi ad’ vedrè c’la cambiarà

(vedrai che cambierà)

E la giustizia trionferà !


LA GUERRA E’ FINITA

Testo di Antonio Resta


Ho ancora la foto che mi hai regalato

E’ tutta sbiadita, di colpi ferita

Guardo ogni notte con la luna che c’ è

O se piove a dirotto intanto penso a te

Intanto penso a te,    intanto penso a te...

Na na na na    Na na na na   Na na na na  

Il figlio che è nato non l’ho conosciuto

Mi han messo sul treno e al fronte spedito

Mi han detto che ha gli occhi

Che ha gli occhi che hai te

Ti prego ogni tanto  parlagli di me

Tu parlagli di me

Na na na na    Na na na na   Na na na na 

Signor Comandante, quando son venuto

Non avevo niente..      ma un’anima si...

Per troppi compagni la morte è arrivata,

Signor Comandante la guerra è finita,

E adesso che cos’ho, nel cuore che cos’ho

Chi mi perdonerà...

Na na na na   Na na na na  Na na na na

Ho ancora la foto che mi hai regalato

E’ tutta sbiadita, di colpi ferita

La guardo ogni notte con la luna che c’ è

O se piove a dirotto intanto penso a te

Intanto penso a te,    intanto penso a te...

Na na na na    Na na na na   Na na na na  

Na na na na   Na na na na  Na na na na

                                                 

WLADIMIR MAHONEY


Testo di Antonio Resta


Attention pleas! welkome tonight!


Brothers and sisters listen to this one:


Mr. Wladimir Mahoney


Mio padre in prigione in Irlanda del Nord


Perchè un giorno ha brindato con Bobby Sands


Mia madre contadina in Ucraina del sud


Alleva conigli insalata e spinàs (spinaci)


Ed io con la valigia ed un passaporto nuovo


Ho scelto di partire


che piango e mi commuovo


Ma un giorno tornerò


Coi fratelli irlandesi


E libero mio padre


fuori gli inglesi


Dublino Bruxelles London Giamaica


Belgrado Madrid Cracovia Giamaica


Washington New York


Wla Wla Wla  Wladimir...


Corri Corri forte corri Mahoney


Gira la carta corrono i dadi


Non ha padroni Mr. Mahoney


Corri corri forte corri come il vento


Sfida la sorte tornerà il tempo


Gira la carta corrono i dadi


Non ha padroni Mr. Mahoney








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